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Dal 1600 coltiviamo la vite con grande dedizione. La produzione del Vin Santo è documentata dal 1823, anno al quale risale la preziosa “madre”, deposito presente nei caratelli.
La lavorazione di questo vino è davvero affascinante.
Raccogliamo i grappoli di Malvasia di candia che hanno raggiunto la perfetta maturazione
ma solo i grappoli non fitti con acini rosati e perfettamente integri.
Quest’uva non deve assolutamente prendere umidità, quindi bisogna aspettare che il primo sole del mattino asciughi bene gli acini e le foglie, prima di iniziare a raccoglierla; allo stesso modo, se il tempo è incerto o pioviggina, non si può raccogliere.
Adagiamo poi i grappoli all'interno di cassette, su di uno strato di foglie fresche di vite.
Li stendiamo su graticci di canne di bambù, coperti da reti, e li lasciamo riposare all'aria calda di agosto in uno spazio che occupa tutto il sottotetto della villa.
Facciamo ardere qualche disco di zolfo per abbattere la carica batterica presente nelle bucce e lasciamo quindi le uve appassire naturalmente, attenti a girare accuratamente i grappoli per consentirne l'appassimento omogeneo.
Non vi inganni il metodo apparentemente semplice: sono sapienti fasi di lavorazione delle uve, tramandate da generazioni, ancora oggi seguite con amorevole cura.
Misuriamo l'appassimento ottimale, con un esame della concentrazione zuccherina
e ne raccogliamo il mosto in grandi botti in rovere chiamate “caratelli”.
I nostri “caratelli” contengono un Vin Santo vecchio di nove anni.
Togliamo la parte limpida, lasciando la preziosa “madre”. Immettiamo quindi il mosto ottenuto dalla spremitura in torchio manuale dell'uva appassita, nel caratello appena svuotato.
Una volta richiuso, lasciamo riposare il caratello per altri nove anni in un locale chiamato “vinsanteria”.
È decisamente il nostro vino maggiormente “artigianale”. L'eccellenza raggiunta è frutto di cure “certosine”, tramandate di padre in figlio, senza nulla lasciare al caso.
Ci occupiano di tutta la filiera di produzione, dalla coltivazione e cura della vite, al raccolto, vinificazione, imbottigliamento, confezionamento e commercializzazione.
Il nostro Vin Santo ha ottenuto innumerevoli riconoscimenti, tra i quali:
Questa storia viene raccontata in famiglia da sempre.
La riproponiamo così come ci è stata tramandata.
"Fuori dalla finestra biancheggiava il brumoso mattino invernale, freddo ed umido.
Sul letto l’ammalato, livido e stremato dalla febbre, mandava continui colpi di tosse, una tosse che lo scuoteva tutto e che sembrava dovesse squarciargli il petto.
A quei tempi la polmonite non dava scampo.
Il prete era già venuto, il medico non dava speranze.
Alla famiglia non restava che pregare in silenzio.
Ogni tanto, sommessamente, si chiedeva all’ammalato se voleva qualcosa da mangiare,
da bere… e questi, sommessamente, chiese del Vin Santo Barattieri.
Controindicazioni mediche non ce n’erano, tanto,
ormai… niente poteva nuocergli più della stessa malattia,
quindi, si decise di accontentare l’uomo.
Fu portata in casa una delle preziosissime bottiglie, e l’ammalato la bevve… tutta.
Seguì una bella sbronza che persistette per tutta la notte.
Il giorno dopo l’ammalato era guarito, per la gioia di tutta la famiglia".